Quando si parla di cucina ligure, è impossibile non pensare al profumo intenso del basilico, al sapore deciso del pesto e… alle trofie, uno dei formati di pasta più rappresentativi della regione. Semplici ma speciali, le trofie raccontano una storia fatta di mani esperte, ingredienti poveri e amore per le tradizioni.
Un’origine antica e tutta ligure
Le trofie nascono nella Riviera di Levante, in particolare nella zona del Golfo Paradiso (Recco, Sori e Camogli). Anticamente venivano preparate a mano dalle donne nelle case, che impastavano acqua e farina, poi arrotolavano piccoli pezzi di impasto sul palmo della mano o sul piano di lavoro, creando quella tipica forma attorcigliata e affusolata alle estremità.
Il nome sembra derivare dal dialetto “strufuggiâ”, che significa strofinare, proprio il gesto con cui si modella la pasta. Oggi le trofie sono diffuse in tutta la Liguria, ma mantengono intatto il fascino delle cose fatte con lentezza e pazienza.
Il matrimonio perfetto: trofie al pesto
Il pesto genovese è il compagno per eccellenza delle trofie. La forma attorcigliata di questa pasta è ideale per raccogliere e trattenere il condimento, regalando ad ogni boccone un’esplosione di sapore.
Tradizionalmente, il piatto si completa con patate e fagiolini lessati insieme alla pasta, per un piatto unico, sostanzioso e profumato. È un equilibrio perfetto di consistenze: la cremosità del pesto, la morbidezza delle patate, il croccante dei fagiolini e la callosità delle trofie.
Come preparare le trofie in casa
Se vuoi provare a farle da te, ecco la ricetta base:
Ingredienti:
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400 g di farina di grano duro
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200 ml circa di acqua tiepida
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un pizzico di sale
Procedimento:
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Su una spianatoia forma una fontana con la farina e aggiungi il sale.
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Versa l’acqua poco alla volta, impastando fino a ottenere un composto sodo e liscio.
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Stacca piccoli pezzi di impasto (grandi come un chicco di riso), e arrotolali rapidamente con la punta delle dita o con il palmo su un piano leggermente infarinato, fino a ottenere la tipica forma attorcigliata.
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Lasciale riposare su un canovaccio infarinato e cuocile in abbondante acqua salata per circa 5-6 minuti o finché non salgono a galla.
Conditele con il vostro pesto fatto in casa, magari seguendo la ricetta tradizionale con mortaio e pestello, per un risultato autentico e profumato.
Un piccolo gesto d’amore
Fare le trofie a mano è un piccolo rito: ci si sporca le mani, si lavora lentamente, si entra in contatto con una tradizione che parla di famiglia, di nonne e di pranzi domenicali sul mare. E quando arrivano in tavola, le trofie non sono solo un primo piatto, ma un pezzo di Liguria da gustare con tutti i sensi.





